<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>OgniSenso.it</title>
	<atom:link href="http://www.ognisenso.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ognisenso.it</link>
	<description>il vivere! tra scienza, arte &#38; passione</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 Nov 2011 09:57:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Suicidio: Prevenzione e Comprensione</title>
		<link>http://www.ognisenso.it/2011/03/28/suicidio-prevenzione-psicologia/</link>
		<comments>http://www.ognisenso.it/2011/03/28/suicidio-prevenzione-psicologia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 13:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie (News)]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e Innovazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ognisenso.it/?p=157</guid>
		<description><![CDATA[psicologia emotocognitiva per prevenire il suicidio e l&#8217;ideazione  suicidaria Perché si commette suicidio? È possibile creare programmi sociali per prevenirlo? Quali sono i fattori di rischio e come si può realmente agire per riabilitare coloro che hanno pensieri di sucidio, ideazione suicidaria o che hanno tentato o continuano a tentare il suicidio?  In questo articolo, di enorme importanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>psicologia emotocognitiva per prevenire il suicidio e l&#8217;ideazione  suicidaria</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lnx.psyreview.org/2011/03/01/suicidio-psicologia/"><img class="alignleft size-full wp-image-158" style="margin: 0px 5px; border: 0px;" title="Sucidio: la prevenzione in psicologia emotocognitiva" src="http://www.ognisenso.it/wp-content/uploads/2011/03/cappio.jpg" alt="Sucidio: la prevenzione in psicologia emotocognitiva" width="250" height="200" /></a>Perché si commette suicidio? È possibile creare programmi sociali per prevenirlo? Quali sono i fattori di rischio e come si può realmente agire per riabilitare coloro che hanno pensieri di sucidio, ideazione suicidaria o che hanno tentato o continuano a tentare il suicidio?  In questo articolo, di enorme importanza sociale, il Dott. Baranello, fondatore della teoria emotocognitiva, partendo proprio dai principi di tale nuovo gruppo di conoscenze a acquisizioni in ambito scientifico, ci parlerà di come sia necessario cambiare radicalmente ottica rispetto alle vecchie conoscenze sul funzionamento psicofisiologico dell&#8217;organismo umano se si vuole realmente realizzare qualcosa di concreto nella prevenzione del suicidio. Per Baranello la principale forma di cura primaria, quindi di prevenzione, è un&#8217;educazione funzionale che sia basata su reali e chiari presupposti scientifici in materia, su nuove scoperte. Per prevenire l&#8217;atto del suicidio, oggi, è necessario quindi rivedere i presupposti che hanno fino ad ora condizionato i vecchi programmi preventivi e riabilitativi. Baranello segnala di come, soprattutto mediaticamente, quando si sente parlare di suicidio commesso da una persona in cura per depressione o altre condizioni cosiddette &#8220;mentali&#8221;, si associ in modo molto superficiale il suicidio a tali disturbi mentre, se la persona era già in cura per la depressione ad esempio, forse avrebbe senso anche pensare che la cura non stesse funzionando ed anche lecito pensare che potrebbe essere la stessa cura ad avere valore patogenetico. Se fosse così avrebbe senso portare avanti cure non realmente efficaci se non gravemente patogene? Quando una cura non risulta efficace, sostiene Baranello, forse è perché si basa su teorie non del tutto esatte se non errate. La teoria è la premessa che permette di costruire gli interventi, una teoria non adeguata porterà come conseguenza un intervento altrettanto inadeguato. Il vero grande ostacolo al cambiamento, all&#8217;innovazione scientifica in grado di aiutare a risolvere molte questioni ancore irrisolte, arriva sempre da chi, nelle classiche sfere di potere accademico dominante, vede nell&#8217;innovazione la minaccia al proprio potere. Attraverso il braccio “armato” di chi ha potere decisionale e sanzionatorio, tali sfere di potere, cercano di annullare l&#8217;innovazione perché metterebbe in pericolo il loro stesso potere, il loro business, anche se l&#8217;innovazione potrebbe salvare vite umane. In questo articolo si prende una chiara posizione rispetto al tema del suicidio, alla sua prevenzione sociale e alla possibilità di riabilitazione di chi è afflitto da pensieri ed ideazione suicidaria. Stiamo permettendo alle istituzioni di essere nella posizione di poter scegliere, se continuare a sostenere vecchie concezioni oppure iniziare ad integrare l&#8217;innovazione proposta. L&#8217;obiettivo di questo lavoro è fornire una conoscenza in più nella letteratura scientifica sul suicidio.<br />
 </p>
<p>Fonte: Psyreview.org (11 febbraio 2011)<br />
Autore Originale: Dott. Marco Baranello<br />
<em>Autorizzazione Concessa<br />
</em>Leggi l&#8217;Articolo Integrale: <span style="color: #ff0000;"><strong>&gt;</strong></span><a href="http://lnx.psyreview.org/2011/03/01/suicidio-psicologia/"><strong>CLICCA QUI</strong></a></p>
<p><em> </em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ognisenso.it/2011/03/28/suicidio-prevenzione-psicologia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Questione Nucleare e Scenari Futuri</title>
		<link>http://www.ognisenso.it/2011/01/27/centrali-nucleari-italia/</link>
		<comments>http://www.ognisenso.it/2011/01/27/centrali-nucleari-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 14:27:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie (News)]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ognisenso.it/?p=153</guid>
		<description><![CDATA[parliamo di nucleare si o no, oggi! Ma se ci proiettassimo al futuro?   Sul sito BIOeventi è stato aperto un canale di discussione sul nucleare ma non basato semplicemente su pro e contro rispetto alla costruzione delle centrali nucleari. Infatti si chiede di immaginarsi in un futuro ipotetico, come è ovviamente il futuro, ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>parliamo di nucleare si o no, oggi! Ma se ci proiettassimo al futuro?<br />
 </em></p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 0px 5px; border: 0px;" title="forum sulle centrali nucleari in Italia e nel mondo" src="http://www.bioeventi.it/wp-content/uploads/2011/01/250x200-nucleare.jpg" alt="" width="250" height="200" />Sul sito BIOeventi è stato aperto un canale di discussione sul nucleare ma non basato semplicemente su pro e contro rispetto alla costruzione delle centrali nucleari. Infatti si chiede di immaginarsi in un futuro ipotetico, come è ovviamente il futuro, ed immaginare che, per qualche motivo, non ci fossero più tecnici in grado di gestire una centrale nucleare (ad esempio a seguito di una pendemia in grado di ridurre a pochi milioni di unità il genere umano), la domanda è semplice: cosa accadrebbe? Se inseriamo le centrali in questo scenario forse avremo già oggi una visione diversa rispetto alla questione sulle centrali nucelari in Italia e nel Mondo!<br />
 </p>
<p>Per partecipare: <span style="color: #ff0000;"><strong>&gt;</strong></span><a href="http://www.bioeventi.it/category/forum/centrali-nucleari/"><strong>BIOEVENTI.it Discussione sul Nucelare</strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ognisenso.it/2011/01/27/centrali-nucleari-italia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Psicologia: libertà di scelta cura a rischio</title>
		<link>http://www.ognisenso.it/2011/01/14/psicologia-scelta-cura/</link>
		<comments>http://www.ognisenso.it/2011/01/14/psicologia-scelta-cura/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 11:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie (News)]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ognisenso.it/?p=98</guid>
		<description><![CDATA[  Libertà e Autonomia Scientifica e Professionale degli Psicologi e Tutela del Diritto alla Libertà di Scelta della Cura di tutti i Cittadini Italiani. &#8220;la democrazia è il governo di tutti. Il principio democratico per eccellenza è il diritto all&#8217;autodeterminazione, alla libertà di scelta. Quando questo principio viene meno, quando l&#8217;unico diritto sembra quello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <br />
<strong><img class="alignleft size-full wp-image-140" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; border: 0px;" title="senso unico istituzionale cerca lo stop alla libertà di scelta" src="http://www.ognisenso.it/wp-content/uploads/2010/10/250x200-stop-senso-unico.jpg" alt="senso unico istituzionale cerca lo stop alla libertà di scelta" width="250" height="200" />Libertà e Autonomia Scientifica e Professionale degli Psicologi e Tutela del Diritto alla Libertà di Scelta della Cura di tutti i Cittadini Italiani.<br />
</strong>&#8220;la democrazia è il governo di tutti. Il principio democratico per eccellenza è il diritto all&#8217;autodeterminazione, alla libertà di scelta. Quando questo principio viene meno, quando l&#8217;unico diritto sembra quello di poter scegliere chi sceglie per te, finché ci sarà un altro essere umano uguale a te che riveste una posizione dominante rispetto a te in grado di decidere per te e al quale non puoi opporti nel tuo diritto di scelta, allora viene meno la democrazia così come è concepita e si passa all&#8217;oligarchia, il governo di pochi eletti. Nessun essere umano può essere superiore ad un suo simile, nessun essere umano può essere giudice supremo dell&#8217;opera di un altro essere umano. Il libero pensiero prevede l&#8217;opposizione ideologica ma non ammette la censura, non ammette la privazione del diritto alla libertà di scelta&#8221; (Marco Baranello, 2011)<br />
 </p>
<p><span id="more-98"></span><img title="Continua..." src="http://lnx.srmpsicologia.com/stampa/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" />Continua l&#8217;incessante battaglia per la tutela del diritto alla libertà di scelta della cura e per la tutela delle autonomie scientifico-professionali in ambito psicologico promossa dalla SRM PSICOLOGIA che vede l&#8217;associazione tra i protagonisti, anche con ricorsi in Tribunale, contro il tentativo dell&#8217;Ordine degli Psicologi del Lazio di impedire a tutti gli psicologi italiani di elargire forme di cura psicologica diverse dalla vecchia psicoterapia. Le prestaizoni dello psicologo sono riconosciute dalla legge (DM del 1994 e del 2002) come prestazioni sanitarie ovvero di diagnosi, cura e riabilitazione in ambito psicologico. Nonostante questo però Ordine e Accademici sembrano interessati a favorire esclusivamente la vecchia impostazione della psicoterapia, riducendo lo psicologo ad un semplice counsellor (per cui non è richiesta né laurea né abilitazione) ed impedendo di fatto a tutti i cittadini italiani di poter scegliere, per disturbi di natura psicologica, cure diverse dalla sola psicoterapia. Questo atteggiamento dell&#8217;Ordine degli psicologi del Lazio non solo sembra contrario alla libertà costituzionale della scienza in quanto impedirebbe di sviluppare cure diverse da quelle sostenute dall&#8217;ordine, ma sembrebbe contrario anche al diritto di libertà di scelta della cura in quanto eliminando alla radice nuove opportunità di cura diverse dalla psicoterapia impedirebbe di fatto la possibilità di ognuno di accadere alle risorse che ritiene più utili per se stesso. L&#8217;ordine sembra voler decidere al posto di ogni cittadino libero quale sia l&#8217;unica ed assoluta, quindi immodificabile, forma di cura per i problemi psicologici. Ordine degli Psicologi del Lazio e Accademici vorrebbero infatti limitare qualsiasi attività di cura da parte degli psicologi soltanto a chi segue una certa formazione che, guarda caso, è sempre sostenuta da docenti universitari, gli accademici. Lo psicologo che vuole occuparsi di clinica, nonostante la lunga formazione clinica universitaria, tirocinio pratico e abilitazione professionale viene &#8220;obbligato&#8221; mediaticamente già dall&#8217;università a scegliere una formazione privata post-universitaria in psicoterapia sostenuta dai docenti universitari. Gli psicologi che invece vogliono seguire altre tipologie di formazione in ambito clinico, più variegate, a volte anche all&#8217;estero, gli psicologi che vogliono scegliere liberamente la propria supervisione e quindi si rivolgono a settori di formazione più liberi, non gestititi dai soliti accademici, vengono &#8220;avvertiti&#8221; dall&#8217;ordine sul fatto che potranno subire sanzioni disciplinari (censura, sospensione, radiazione), come sta accadendo per i neuropsicologi che sono stati avvertiti dall&#8217;ordine del Lazio (qualcuno direbbe &#8220;minacciati&#8221;) di sanzione se elargissero prestazioni neuropsicologiche (che sono in buona sostanza attività diagnostiche) se non hanno seguito l&#8217;unica formazione appoggiata dall&#8217;ordine degli psicoloi del Lazio e dall&#8217;Università. Sembra palese che l&#8217;interesse di Accademici e Ordine è quello di impedire l&#8217;emergere di una formazione libera non controllata da loro. La libertà fa paura perché al di fuori delle Accademie classiche ci sono migliaia di studiosi e ricercatori che stanno contribuendo al superamento di molti vecchi concetti che anc0ra dominano la sanità in ambito psicologico, permettendo oggi a molte persone di usufruire di prestazioni cliniche avanzate, brevi, non più rivolte al passato, non più caratterizzate dalla focalizzazione su interpretazioni astratte. C&#8217;è oggi una psicologia scientifica pratica che sfugge però al controllo degli accademici e delle classiche scuole di psicoterapia e per questo viene temuta dalle solite sfere di potere.<br />
In pratica Chi non segue le scuole indicate dall&#8217;ordine o dagli accademici rischia di non poter lavorare e tutti i cittadini italiani rischiano di non poter più scegliere liberamente la cura in caso di disturbi mentali. L&#8217;ordine degli psicologi del Lazio sta tentando così di impedire agli psicologi di poter elargire qualsiasi forma di cura in ambito psicologico. Il rischio di INGERENZA nelle autonomie scientifiche è reale e molto elevato. Abbiamo una sconcertante prova di questo che coinvolge noti docenti universitari dell&#8217;università La Sapienza di Roma e l&#8217;ordine degli psicologi del Lazio.<br />
La SRM Psicologia è oggi l&#8217;unica associazione impegnata di fronte alla Giustizia per far valere il principio dell&#8217;autoderminazione in ambito scientifico-psicologico, per tutelare sia il diritto di elargire cure psicologiche da parte degli psicologi italiani, sia e soprattutto per tutelare il diritto all&#8217;esercizio della libertà di scelta della cura di ogni cittadino italiano.<br />
Chi continua a dire che è necessario finanziare la ricerca universitaria dimentica troppo spesso di indicare &#8220;QUALE RICERCA FINANZIARE&#8221;! Investire sullo sviluppo e l&#8217;innovazione è prima di tutto scegliere cosa sia realmente innovazione.</p>
<p align="left">Chi volesse contribuire al sostegno delle attività di tutela della SRM Psicologia può sottoscrivere la carta servizi SRM Psicologia: <a href="http://www.srmpsicologia.com/tessera">www.srmpsicologia.com/tessera</a> oppure inviare un contributo volontario: <a href="http://www.srmpsicologia.com/contributo.htm">www.srmpsicologia.com/contributo.htm</a></p>
<p align="left"> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ognisenso.it/2011/01/14/psicologia-scelta-cura/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sulla Scienza e la Libertà di Scelta</title>
		<link>http://www.ognisenso.it/2010/11/08/scienza-libera-scelta/</link>
		<comments>http://www.ognisenso.it/2010/11/08/scienza-libera-scelta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 14:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie (News)]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e Innovazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ognisenso.it/?p=124</guid>
		<description><![CDATA[ROMA • 05/11/2010 • Fonte: Psyreview   Marco Baranello, psicologo e scienziato italiano, fondatore del paradigma emotocognitivo, offre in questo articolo, da una visione sistemico-relativista tipica della propria impostazione teorica, un contributo per la tutela del diritto all&#8217;autodeterminazione di ogni essere umano e alla sua libertà di scelta, in ogni ambito in cui l&#8217;essere umano eserciti il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>ROMA • 05/11/2010 • Fonte: Psyreview<br />
 </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-127" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; border: 0px;" title="catena spezzata simboleggia una ritrovata libertà" src="http://www.ognisenso.it/wp-content/uploads/2010/11/250x200-catena-spezzata.jpg" alt="catena spezzata simboleggia una ritrovata libertà" width="250" height="200" /></strong>Marco Baranello, psicologo e scienziato italiano, fondatore del paradigma emotocognitivo, offre in questo articolo, da una visione sistemico-relativista tipica della propria impostazione teorica, un contributo per la tutela del diritto all&#8217;autodeterminazione di ogni essere umano e alla sua libertà di scelta, in ogni ambito in cui l&#8217;essere umano eserciti il proprio diritto di vita. Una posizione, quella adottata dalle teorie emotocognitive di Baranello che sembra permettere di superare la maggior parte degli antagonismi, basati su dicotomie, per trovare, nell&#8217;approccio sistemico-relativista emotocognitivo, il ponte in grado di integrare gli aspetti più radicali del determinismo e del costruttivismo in un&#8217;ottica che li comprenda, nello stesso momento, entrambi. Per Baranello il pensiero dicotomico può essere utilizzato per esercitare un qualche potere sulla realtà ma ha dei limiti che possono essere superati grazie a nuovi modi di concepire il sistema in cui si opera. L&#8217;articolo, partendo da tali postulati scientifici, fornisce una visione d&#8217;insieme sui rischi che tutti noi corriamo nel momento che, da persone libere, ci trovassimo a contrastare ideologie e convinzioni sostenuti da persone e gruppi di potere istituzionalizzato, accademico, politico, professionale.  Per Baraenllo la scienza, intesa probabilmente come ogni attività dell&#8217;intelletto umano, deve essere libera in quanto libero è ogni essere umano. Quando si percepisce la perdita del proprio senso di volizione, della propria libertà di pensiero e di azione, allora viene meno  la base del principio democratico di scelta, di autodeterminazione. Tale principio è inviolabile. Nessun essere umano può essere realmente dominante in termini di giudizio di un proprio simile, nessun essere umano è superiore per diritto ad un altro. La reale uguaglianza degli esseri umani si misura con i &#8220;gradi di libertà&#8221; di cui ognuno deve poter godere. La libertà di scelta di ognuno, nessuno escluso, determina ciò che funziona da ciò che non funziona, ciò che è bene da ciò che è male. L&#8217;essere umano è sempre il centro della propria esperienza, è sempre il centro del proprio interesse.<br />
 </p>
<p style="text-align: justify;">Leggi Tutto su <span style="color: #ff0000;"><strong>&gt;</strong></span><a href="http://lnx.psyreview.org/2010/11/05/scienza-diritto-scelta/"><strong>PSYREVIEW (Leggi Ora)</strong></a><br />
Autore Testo Originale: Dott. Marco Baranello<br />
Data di Pubblicazione Originale: 05 novembre 2011<br />
 </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ognisenso.it/2010/11/08/scienza-libera-scelta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lo psicologo non è un mero counsellor!</title>
		<link>http://www.ognisenso.it/2010/10/31/psicologo-no-counsellor/</link>
		<comments>http://www.ognisenso.it/2010/10/31/psicologo-no-counsellor/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 11:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie (News)]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ognisenso.it/?p=117</guid>
		<description><![CDATA[chi vuole ridurre lo psicologo ad un mero counsellor? Se lo chiede la SRM Psicologia.   Sembrerebbe che oggi ci sia un tentativo da parte di alcuni gruppi istituzionalizzati come gli Ordini degli Psicologi di ridurre la natura delle attività sanitarie svolte dallo psicologo ad un mero counselling. Sembra cioè che lo psicologo, per qualche motivo &#8221;politico-economico&#8221; in area [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>chi vuole ridurre lo psicologo ad un mero counsellor? Se lo chiede la SRM Psicologia.<br />
 </em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-135" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; border: 0px;" title="studio professionale" src="http://www.ognisenso.it/wp-content/uploads/2010/10/250x200-studio.jpg" alt="studio professionale" width="250" height="200" />Sembrerebbe che oggi ci sia un tentativo da parte di alcuni gruppi istituzionalizzati come gli Ordini degli Psicologi di ridurre la natura delle attività sanitarie svolte dallo psicologo ad un mero counselling. Sembra cioè che lo psicologo, per qualche motivo &#8221;politico-economico&#8221; in area psicologia, voglia essere considerato, proprio dallo stesso Ordine degli Psicologi, alla stregua di un counsellor nonostante la netta differenza che c&#8217;è tra uno psicologo, a tutti gli effetti esercente un&#8217;attività le cui prestazioni sono riconosciute come sanitarie quindi di diagnosi, cura e riabilitazione, che abbia una laurea universitaria quinquennale in psicologia con un tirocinio annuale pratico in psicologia, che abbia sostenuto un esame di Stato abilitante all&#8217;esercizio della professione di psicologo ed un mero counsellor che invece è una professione atipica non regolamentata che in sostanza può fare chiunque. La SRM Psicologia, associazione di psicologia da oltre dieci anni, cerca di fare chiarezza in merito ad un questione che, necessariamente, investe il nostro diritto di scelta della cura.<br />
 </p>
<p><span id="more-117"></span><strong> </strong></p>
<p><strong>Articolo<br />
</strong><em>Fonte: SRM Psicologia Ufficio Stampa &amp; Informazione<br />
<a href="http://lnx.srmpsicologia.com/stampa">http://lnx.srmpsicologia.com/stampa</a></em></p>
<p> <br />
Assimilare lo psicologo al counsellor ovvero dire che lo psicologo è in sostanza un counsellor, signifca TRASFORMARE, NELLA SOSTANZA DELL&#8217;ATTIVITA SVOLTA, LA FIGURA DEL COUNSELLOR IN QUELLA DI PSICOLOGO, e allo stesso tempo ELIMINARE LE ATTIVITA&#8217; SANITARIE DELLO PSICOLOGO CHE VERREBBE RIDOTTO AD UN COUNSELLOR.</p>
<div> <br />
Volete, come psicologi, che accada questo?</div>
<div>Siamo sicuri che gli ordini o gli accademici quando affermano che lo psicologo fa counselling siano realmente dalla parte dello psicologo?<br />
 <br />
 </div>
<div>
<div>Per comprendere il fenomeno occorre parlare del tentativo di alcuni ordini professionali degli psicologi di escludere gli stessi psicologi dall&#8217;ambito delle cure psicologiche per riservare questo al solo ambito della psicoterapia.<br />
 </div>
<p><strong>OGGI PER LA NORMA </strong>la professione regolamentata è quella di psicologo o quella di medico e non quella di psicoterapeuta. E&#8217; molto importante questo dato perché la NORMA riconosce come prestazioni sanitarie, quindi di diagnosi, cura e riabilitazione, tutte le prestazioni rilasciate da medici e psicologi indipendentemente dal fatto di essere o meno psicoterapeuti. Questo è ciò che ATTUALMENTE è la norma in vigore. Ma a qualche &#8220;potente&#8221; questo non piace. A qualcuno non va bene che lo psicologo possa elargire prestazioni sanitarie di cura in ambito psicologico per il trattamento dei disturbi mentali.<br />
Quel qualcuno, ed è davvero triste ammetterlo, è proprio l&#8217;ORDINE DEGLI PSICOLOGI con in testa l&#8217;ORDINE DEGLI PSICOLOGI DEL LAZIO.<br />
Il potere di un ordine è dato dal numero di ISCRITTI. Fino a oggi lo psicologo avrebbe potuto così iscriversi ad un qualsiasi ordine indipendentemente dalla residenza o dal domicilio fiscale. Così avremmo potuto tutti migrare verso ordini che più si fossero dimostrati tutelanti la nostra professione.<br />
MA PRESTO ANCHE QUESTO CAMBIERA&#8217;. Dimostrando nei fatti che la nostra valutazione politica-professionale è corretta.</div>
<div> </div>
<div>Come psicologi non ci sentiamo tutelati da chi vuole impedire allo psicologo di elargire prestazioni di cura in ambito psicologico, soprattutto come psicologi dell&#8217;area clinica! Sapere che questo impedimento viene proprio da chi ci dovrebbe tutelare, cioè dall&#8217;ordine degli psicologi stesso, da quei rappresentanti cha abbiamo votato, è terrificante. Il potere del voto permette di scegliere chi ci rappresenta ma chi ci rappresenta deve rappresentare TUTTI gli psicologi non soltanto una parte. Per questo l&#8217;unico modo per far cambiare direzione è quello di esseri UNITI nel dire ai nostri rappresentanti che questa direzione non rappresenta noi psicologi. UNIRSI in un unico progetto di tutela della professione che però non può coinvolgere direttamente gli ordini che invece vanno nella direzione opposta, quella di impedire allo psicologo di elargire cure psicologiche diverse dalla sola psicoterapia.<br />
 </div>
<div> </div>
<div><strong>In quale panorama politico-professionale ci troviamo?</strong></div>
<div><strong><br />
</strong>Quali sono gli obiettivi degli ordini degli psicologi, delle scuole di psicoterapia&#8230; degli accademici?<br />
Perché l&#8217;ordine cerca di mettere gli psicoloigi contro i counsellor e allo stesso tempo la maggior parte delle scuole per diventare counsellor (lavoro non regolamentato) sono gestite proprio dagli psicoterapeuti, dalle scuole di psicoterapia?</div>
<div> </div>
<div>Dalla nostra valutazione politico-professionale in ambito psicologico emergerebbe un tentativo da parte dell&#8217;ordine degli psicologi, in particolare quello del Lazio, di impedire, attraverso erogazione di sanzioni disciplinari che possono portare anche alla radiazione quindi alla cessazione dell&#8217;attività lavorativa di un iscritto, a tutti gli psicologi professionisti regolarmente abilitati ed iscritti, di elargire qualsiasi forma di cura in ambito psicologico per il trattamento dei disturbi &#8220;mentali&#8221; diversa dalla psicoterapia. In pratica per l&#8217;ordine degli psicologi lo psicologo non può curare in ambito psicologico con mezzi psicologici quindi non può usare il COLLOQUIO PSICOLOGICO CLINICO per finalità di cura in ambito psicologico di disturbi psicologici.</div>
<div> </div>
<div>Per comprendere la questione è necessario comprendere la situazione sul piano normativo ovvero delle Leggi dello Stato che regolano la professione.<br />
Abbiamo già prodotto tutta la documentazione che sarà disponibile presso la SRM Psicologia a tutti gli iscritti entro poche settimane.</div>
<div> </div>
<div>La realtà normativa sembra molto diversa da quello che molti docenti universitari, le scuole di specializzazione, nonché l&#8217;ordine degli psicologi vorrebbe far credere invece dal punto di vista mediatico, ovvero attraverso comunicazione.</div>
<div> </div>
<div>E&#8217; necessario far notare il panorama politico-professionale in cui attualmente ci troviamo. Parleremo, in questo contesto, della diatriba tra counselling e psicologia.<br />
In realtà i counsellor hanno sempre pensato di doversi distinguere da alcune forme di psicoterapia seguendo esempi di altri stati.<br />
In Italia la classe degli psicoterapeuti (la maggioranza dei quali risultava di orientamente psicoanalitico), quelli che in sostanza si autodefinivato tali indipendentemente dal tipo di formazione ricevuta (troviamo filosofi, sociologi, architetti, biologi, letterati, ecc.), risultava prima dell&#8217;entrata in vigore della L. 56 del 1989 un lavoro atipico quindi che chiunque avrebbe potuto svolgere, esattamente come oggi è l&#8217;attuale counselling. Con l&#8217;entrata in vigore della legge che definiva quella di psicologo come professione regolamentata le cose cambiano. Ecco la necessità di una SANATORIA. Lo Stato si è trovato nella condizione di dover SANARE tutti coloro come i laureati biologi, medici, psicologi, architetti, filosofi, avvocati, ecc. o coloro con diploma di scuola superiore, che potessero dimostrare di aver lavorato come psicoterapeuti o come psicologi.</div>
<div> </div>
<div>Una forte opposizione iniziale a questo c&#8217;è stata proprio dagli psicoanalisti della Società Psicoanalitica Italiana che pensavano inizialmente che così facendo avrebbero visto la riduzione del numero di afferenti alle loro scuole di pensiero (costituiti anche da non psicologi e non medici) quindi la perdita del potere che avevano acquisito nella società. Tutt&#8217;oggi l&#8217;attività di psicoanalista propriamente detta non è un&#8217;attività per la quale ci sia un qualche obbligo formativo specifico esattamente come quella di counselling.<br />
Con la SANATORIA quindi sono diventati PSICOLOGI anche gli psicoterapeuti. Questo dato è importantissimo. Infatti la legge REGOLA la professione di PSICOLOGO.<br />
Quindi la professione che per norma è quella riconosciuta è la PROFESSIONE DI PSICOLOGO.<br />
Molti di coloro che prima erano psicoterapeuti sono quindi stati riconosciuti psicologi, grazie a norme transitorie. Comunque non tutti quelli che prima erano psicoterapeuti, sanati poi come PSICOLOGI, sono stati riconosciuti anche psicoterapeuti.<br />
Procediamo quindi per logica.<br />
Uno psicoterapeuta, ribadiamo, prima del 1989 era un lavoratore atipico, poteva in sostanza farlo chiunque. Dopo il 1989 alcuni psicoterapeuti vengono riconosciuti psicologi ma non gli viene riconosciuto il titolo di psicoterapeuta. Queste persone non hanno certo pensato che la cosa fosse negativa in quanto la professione era quella di psicologo non certo quella di psicoterapeuta! In fondo il titolo di psicologo era sicuramente più elevato. Lo psicologo è coloui che studia e professa la psicologia, che usa gli strumenti conoscitivi e d&#8217;intervento in ambito psicologico, era colui che aveva una laurea in psicologia. Quindi anche molti non laureati sarebbe stati riconosciuti psicologi anche se non dottori. Quindi abbiamo oggi psicologi Dottori in psicologia, gli unici con art. 7, o dottori in altre discipline e psicologi senza titolo di dottore. Tutti, lecitamente e giustamente, psicologi.<br />
 <br />
Per tutti lo PSICOLOGO è colui che cura con la psicologia, che si occupa di disturbi psicologici e questo è ricosciuto anche dal legislatore che nel 1994 pubblica sulla Gazzetta Ufficiale un Decreto Ministeriale che riconosce come sanitarie le prestazioni rilasciate dall&#8217;esercente l&#8217;attività di psicologo intendendo per sanitario (in ambito psicologico) tutto ciò che è finalizzato alla diagnosi, alla cura e alla riabilitazione (con mezzi psicologici).<br />
Quindi gli iscritti alla facoltà di psicologia nel 1994 sapevano esattamente quello che la legge affermava in modo coerente con le proprie aspettative. Lo psicologo è un professionista della salute psicologica il cui obiettivo in ambito clinico è un obiettivo riconosciuto per legge come sanitario anche se lo psicologo non rientrava tra le professioni sotto la vigilanza del Ministero della salute ma nell&#8217;allora Ministero di Grazia e Giustizia.<br />
I decreti ministeriali specificano quindi integrano le leggi ove vi sia in esse una carenza o una distorta interpretazione. Di fatto lo psicologo nel suo ambito clinico, dal 1994, rilascia prestazioni sanitarie che per il cittadino equivale a non pagare l&#8217;IVA sulle prestazioni finalizzate alla tutela della salute (diagnosi, cura, riabilitazione) e poter detrarre fiscalmente le spese sostenute come spese sanitarie. Il D.M. del 1994 è stato ribatito anche nel 2002 dal D.M. 17/05/2002.</div>
<div> </div>
<div>La facoltà di psicologia nel 1994 era strutturata in un biennio formativo comune e un triennio diviso quattro indirizzi specialistici:<br />
1) PSICOLOGIA CLINICA E DI COMUNITA&#8217;<br />
2) PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO<br />
3) PSICOLOGIA GENERALE E SPERIMENTALE<br />
4) PSICOLOGIA DEL LAVORO</div>
<div> </div>
<div>più un anno di tirocinio pratico diviso in due semestri post-lauream.</div>
<div> </div>
<div>Chi si voleva occupare di clinica, ovvero degli interventi sul paziente e sui disturbi, sceglieva l&#8217;indirizzo clinico che era in assoluto il più frequentato dimostrando infatti che era quello che trovava maggiore corrispondenza con l&#8217;idea del profilo professionale dello psicologo che avevano coloro che stavano inziando il loro percorso di studio di livello universitario. Un&#8217;aspettiva che ancora oggi chi pensa di iscriversi a psicologia ha è che lo psicologo si occupi della cura del paziente, coerente con le leggi.</div>
<div> </div>
<div>Se agli studenti dell&#8217;ultimo anno delle scuole secondarie superiori che volessero scegliere psicologia venisse detto che dopo 5 anni di laurea ed un anno di tirocinio pratico, un&#8217;abilitazione all&#8217;esercizio della professione di psicologo e il pagamento dell&#8217;iscrizione obbligatoria all&#8217;ordine per esercitare la professione e l&#8217;iscrizione obbligatoria all&#8217;ente di previdenza privato riservato alla categoria degli psicologi, per l&#8217;Ordine verrebbe radiati o sospesi qualora utilizzassero strumenti psicologici per finalità sanitarie di cura in ambito psicologico di disturbi psicologici, crediamo che pochissimi si iscriverebbero.<br />
Infatti l&#8217;ordine rimane dell&#8217;idea, contraddetta dalle NORME VIGENTI, che esista un unico strumento di cura per i disturbi mentali che è la psicoterapia, addirittura l&#8217;ordine del Lazio afferma anche che l&#8217;unica forma di cura di alcuni disturbi è &#8220;la ristrutturazione profonda della personalità&#8221; (una presa di posizione palesemente ideologica che fa pensare più al tribunale dell&#8217;inquisizione romana contro Galielo) e che nessuno psicologo potrà mai curare disturbi con strumenti conoscitivi e d&#8217;intervento psicologici come il colloquio psicologico clinico o le terapia di riabilitazione. Quindi per l&#8217;Ordine nessuno psicologo può usare strumenti clinici in ambito psicologico per curare la persona affetta da disturbi nella salute psicologica, ovvero disturbi psicologici altrimenti detti mentali.</div>
<div> </div>
<div>Nonostante NESSUNA NORMA definisca la psicoterapia come l&#8217;unica forma di cura dei disturbi mentali l&#8217;ordine continua a definire in modo del tutto personale ed arbitrario così la psicoterapia.</div>
<div> </div>
<div>Pensate se qualcuno dicesse che l&#8217;unica forma di cura dei disturbi mentali fosse la LOBOTOMIA PRE-FRONTALE TRANS-ORBITALE o che l&#8217;unica forma di cura di un&#8217;infiammazione agli arti fosse la CHIRURGIA radiando tutti i medici che danno farmaci per la cura dell&#8217;artrite!<br />
Uno strumento, come è la psicoterapia, non può essere aprioristicamente e normativamente definito come UNICA CURA di qualcosa. Infatti soltanto l&#8217;uso dello strumento &#8220;psicoterapia&#8221; e il titolo di &#8220;psicoteraeptua&#8221; sono riservato agli psicoterapeuti, sia essi medici, sia essi psicologi ma il medico non cura perché è psicoterapeuta, anzi, è esattamente il contrario. Lo psicoterapeuta iscritto all&#8217;ordine dei medici può curare soltanto perché la legge riconosce le prestazioni e le attività mediche come finalizzate alla cura. Infatti non esiste la professione regolamentata di psicoterapeuta. La professione regolamentata è quella di medico per il medico e quella di psicologo per lo psicologo.<br />
Per analogia e per norma lo psicoterapeuta iscritto all&#8217;ordine degli psicologi può curare soltanto perché sono ricosciute sanitarie le prestazioni svolte dallo psicologo ovvero di diagnosi, cura e riabiltiazione.</div>
<div> </div>
<div>Chi sta quindi cercando di impedire allo psicologo di curare con la psicologia è proprio l&#8217;ordine degli Psicologi.<br />
Come? Non dovrebbe tutelare la nostra professione, quella di PSICOLOGO! E&#8217; semplicemente sconcertante tutto questo.</div>
<div> </div>
<div>L&#8217;ordine ha infatti il potere decisionale di radiare, sospendere, censurare, ecc. quindi di fatto anche impedire ad uno psicologo di poter continuare a lavorare, per proprio arbitrario giudizio. Se quindi l&#8217;ordine decidesse che lo psicologo non potesse curare con strumenti diversi dalla psicoterapia e qualche psicologo dichiarasse di curare in ambito psicologico con strumenti psicologici comunque diversi dalla psicotertapia, subirebbe sanzioni anche molti gravi. Di fatto sarebbe anche impedito allo psicologo di dimostrare l&#8217;efficacia delle cure di riabilitazione, delle cure preventive primarie, secondarie e terziare così come sarebe impedito di dimostrare che che il colloquio psicologico clinico può avere un enorme valore terapeutico quindi sarebbe di fatto impedito qualsiasi sviluppo delle prestazioni quindi degli strumenti psicologici diversi dalla psicoterapia. Nessun cittadino potrà quindi usufruire di cure dei disturbi psicologici diverse dalla sola psicoterapia?<br />
 </div>
<div> </div>
<div><strong>Come Psicologi, è quindi lecito chiederci:</strong></div>
<div> </div>
<div>Chi è quindi che sta andando contro gli psicologi e lo sviluppo della professione di psicologo?<br />
Perché gli ordini sono così interessati a far CREDERE che lo psicologo possa fare solo COUNSELLING?</div>
<div> </div>
<div>Quello che ci differenzia dal counsellor è proprio il fatto che le nostre ATTIVITA&#8217; sono CONSIDERATE SANITARIE!<br />
Invece gli ordini vorrebbero che noi psicologi ci considerassimo dei semplici counsellor.</div>
<div> </div>
<div>Perché l&#8217;ordine vuole ridurre la professione di psicologo fino ad assimilarla ad un&#8217;attività counselling? Siamo proprio sicuri che tutto ciò sia un vantaggio per lo psicologo?<br />
 </div>
<div> </div>
<div><strong>IL MOTIVO SEMBREREBBE MOLTO SEMPLICE</strong></div>
<div> </div>
<div>1) secondo il nostro parere politico-professionale. Gli accademici, le scuole di specializzazione insieme ai rappresentati degli ordini potrebbero cercare di indurre tutti gli psicologi ad iscriversi esclusivamente alle loro scuole di specializzazione in ambito privato (la maggioranza assoluta delle scuole di specializzazione sono PRIVATE) o in quelle universitarie. Impedendo di fatto la possibilità degli psicologi di acquisire competenze diverse quindi impedendo loro di rivolgendosi verso altri enti formativi e verso altre tipologie di formazione. Il caso della neuropsicologia è davvero ecaltante (sarà poi approfondita in altre sedi).</div>
<div> </div>
<div>Però la strategia è molto più complessa.<br />
2) Lo psicologo che viene assimilato ad un counsellor non si arrabbia con gli ORDINI o con l&#8217;università. Si arrabbia con il counsellor!<br />
Questo dimostra come si sia ben innestato tale pensiero negli psicologi, come lo psicologo sia stato ben condizionato dal messaggio mediatico.<br />
Nessuno si è mai chiesto chi è stato il primo a dare questo messaggio, chi lo ha inculcato nel pensiero degli psicologi? Ci si è trovati a pensarlo senza sapere da dove sia arrivato, quale sia l&#8217;origine di tale messaggio, tant&#8217;è che molti iniziano a dire &#8220;è una cosa che si sa&#8221; ma non sanno indicare leggi e norme.<br />
Che paradosso! L&#8217;ordine sembra svalutare la professione di psicologo riducendola a quella di counsellor e lo psicologo professionista che fa? Se la prende con il counsellor come se gli rubasse il mestiere? (potrebbe essere in realtà il contrario!).</div>
<div> </div>
<div>Sembra la stessa cosa accaduta in ambito universitario. Alcuni psicologi neo-laureati affermano che l&#8217;Università non gli ha formati abbastanza e che quindi si sentono obbligati a frequentare scuole di specializzazione in psicoterapia! Non c&#8217;è nessun nesso logico in questa affermazione. Perché chi ha necessità di competenza può scegliere qualsiasi tipo di formazione di area psicologica (come corsi, master, convegni,&#8230;) ed invece sembra quasi obbligato a sceglierne soltanto una, guarda caso, tutte le scuole sono sostenute da almeno un accademico. Ma gli psicologi che dichiarano di non sentirsi formati dall&#8217;unversità non se la prendono con i docenti che li avrebbero dovuto formare ma, anzi, andranno in scuole dove troveranno gli stessi identifici libri già studiati in precedenza. Chi pensa che manchi la pratica può iniziare tranquillamente una pratica sotto supervisione non è necessario iscriversi ad una scuola di psicoterapia. Si inizia l&#8217;attività, si frequentano corsi di aggiornamento variegati in modo da ampliare le proprie competenze e conoscenze, e si sceglie un supervisore se si reputa questo necessario!</div>
<div> </div>
<div>Ma torniamo al nostro discorso politico-professionale:</div>
<div> </div>
<div>Fino a ora abbiamo presentato due punti:</div>
<div> </div>
<div>1) sembra esserci un tentativo di alcuni gruppi di potere istituzionalizzato di condizionare la scelta formativa dello psicologo verso la sola area di psicoterapia e verso specializzazioni che rilascino tale titolo.</div>
<div> </div>
<div>2) lo psicologo viene assimilato al counsellor, ma, paradossalmente, se la prende con il counsellor come se gli rubasse il mestiere, anziché prendersela con coloro che assimilano lo psicologo ad un semplice counsellor.</div>
<div> </div>
<div>Qual è il passo successivo che secondo la nostra analisi politico-professionale potrebbe accadere?</div>
<div> </div>
<div>3) L&#8217;obiettivo sembra quello di arrivare al LEGISLATORE. Sotto la pseudo-tutela della professione si vuole convicere il legislatore che lo psicologo è in realtà un counsellor e che il counsellor non dovrebbe esserci perché è già assorbito all&#8217;interno della professione di psicologo.</div>
<div> </div>
<div>Se passasse tale messaggio cosa accadrebbe?</div>
<div> </div>
<div>Che il LEGISLATORE si vedrebbe costretto a SANARE i migliaia di counsellor che fino ad oggi lavoravano come counsellor (la maggior parte dei quali non ha studiato psicologia) facendoli riconoscere come PSICOLOGI. Questo perché a quel punto lo psicologo verrebbe definito come l&#8217;unico che fa counselling. Si assisterebbe all&#8217;assimilazione psicologo=counsellor.</div>
<div> </div>
<div>A questo punto il gioco sarebbe quasi fatto. L&#8217;ordine, le accademie e le scuole avrebbero raggiunto il loro obiettivo. Quello di impedire allo psicologo di poter curare in ambito psicologico e riducendo la sua attività al semplice counselling. Ma per farlo hanno due sole strategie: 1) o creare un ordine degli psicoterapeuti distinto da quello degli psicologi e ridefinire l&#8217;art. 1 della legge che regola la professione di psicologo indicando che lo psicologo può fare solo counselling, oppure 2) con un decreto ministeriale che elimini dalle prestazioni sanitarie quelle rilasciate da psicologo oppure, come avviene per la fisioterapia o la podologia, che possano essere considerate sanitarie solo le prestazioni psicologiche di riabilitazione prescritte dal medico. Questa seconda posizione è quella che crediamo più verosimile nel breve periodo se pensiamo al business della psicoterapia.</div>
<div> </div>
<div>Non è finita qui!<br />
4) Infatti le SCUOLE avrebbero così molti più psicologi (grazie all&#8217;inserimento dei counsellor) che potrebbero accedere alla loro formazione in psicoterapia e, visto il numero elevato di psicologi counsellor, lo psicologo si sentirebbe ancora più costretto a definire una propria area di specializzazione alimentando quindi l&#8217;UNICO VERO BUSINESS delle LOBBIES DI POTERE DELLA PSICOLOGIA che sono le scuole di specializzazione private in psicoterapia e quelle universitarie.</div>
<div> </div>
<div>Se gli psicologi vogliono tutto questo potranno continuare a votare gli stessi rappresentanti istituzionali!</div>
<div> </div>
<div><strong>COSA FARE INVECE IN CONCRETO PER TUTELARE LA PROFESSIONE?</strong></div>
<div> </div>
<div>GLI PSICOLOGI hanno la possibilità di impedire che ciò avvenga. Oggi infatti, per la norma vigente, lo PSICOLOGO può intervenire per finalità sanitarie, può quindi scegliere in modo libero la propria formazione indipendentemente dal titolo che essa rilascia. Può quindi cercare competenza in percorsi di studio variegati che completino la sua necessità di formazione e non è costretto ad iscriversi alle sole scuole di psicoterapia che, comunque, rimangono tra le libere opzioni di scelta.</div>
<div> </div>
<div>Quando un ordine ci assimila a meri counsellor non riconosce né l&#8217;enorme differenza che c&#8217;è tra un professionista della salute come lo psicologo e chi invece fa soltanto un lavoro di &#8220;consigliere di vita&#8221; e funzioni generiche di orientamento.</div>
<div> </div>
<div>Siamo proprio sicuri che l&#8217;ordine sia interessato allo sviluppo della professione di psicologo e allo sviluppo scientifico quando vuole imporre come unica forma di cura la sola psicoterapia?</div>
<div> </div>
<div><strong>PENSIAMOCI BENE.</strong></div>
<div> </div>
<div>Oggi possiamo unirci come psicologi in modo autonomo per far valere i nostri diritti per suggerire ai nostri rappresentanti istituzionali di orientarsi verso un nuovo modo di pensare allo psicologo, più vicino alla qualità e alla competenza clinica di cui dispone favorendo anzi tutte le eccellenze che si sviluppano nell&#8217;ambito psicologico anziché assimlarlo ad un mero counsellor o impedirgli iniziative volte alla cura psicologica.</div>
<div>La SRM Psicologia è associazione di psicologia da oltre 10 anni. Ci occupiamo di informazione in psicologia utilizzando strumenti quale il web ben dal 1998 soltanto 9 anni dopo  l&#8217;istituzione dell&#8217;Ordine e siamo ufficialmente un&#8217;associazione registrata dal 1 marzo 2000. Dieci anni per la promozione, la tutela e lo sviluppo delle scienze e delle professionalità psicologiche.<br />
 </div>
<div>Per questo abbiamo deciso di creare un workgroup, con altri professionisti e associazioni, sulla professione che coinvolga tutti gli psicologi interessati. Sarà un lavoro di gruppo finalizzato alla produzione di un nuovo documento sulla professione di psicologo.</div>
<div> </div>
<div>Gli psicologi interessati possono inviare la propria richiesta di adesione inviando una email a: <a href="mailto:tutela@srmpsicologia.com">tutela@srmpsicologia.com</a>  <br />
indicando i propri riferimenti anagrafici, titolo di studio, professione, recapiti e la propria posizione in merito alla questione indicata.</div>
<div> </div>
<div>inviare l&#8217;adesione entro il 30.11.2010. Il workgroup si riunirà per definire il calendario dei propri incontri da gennaio 2011.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ognisenso.it/2010/10/31/psicologo-no-counsellor/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dal Condizionamento alla Consapevolezza</title>
		<link>http://www.ognisenso.it/2010/10/21/neuropsicofisiologia/</link>
		<comments>http://www.ognisenso.it/2010/10/21/neuropsicofisiologia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 18:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie (News)]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ognisenso.it/?p=112</guid>
		<description><![CDATA[Prof. Trimarchi Convegno &#8220;La Medicina a Una Svolta&#8221;, Milano 16/10/2010 Neuropsicofisiologia: Dal Condizionamento alla Consepevolezza  La filogenesi e l’ontogenesi dell’essere umano contengono in potenza la Storia Evolutiva dell’Umanità. L’ontogenesi, con la sua fisiologia, prevede centotrenta, centoquarant’anni di vita biologica. Infatti, i bioritmi scanditi dalla fisiologia ontogenetica, regolati dalle leggi fisiche dell’Universo, consentono la realizzazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>Prof. Trimarchi Convegno &#8220;La Medicina a Una Svolta&#8221;, Milano 16/10/2010</em></p>
<p style="text-align: left;"><strong><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-138" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; border: 0px;" title="ideagono.com photo gallery" src="http://www.ognisenso.it/wp-content/uploads/2010/10/250x200-anatre.jpg" alt="ideagono.com photo gallery" width="250" height="200" />Neuropsicofisiologia: Dal Condizionamento alla Consepevolezza </strong><br />
La filogenesi e l’ontogenesi dell’essere umano contengono in potenza la Storia Evolutiva dell’Umanità. L’ontogenesi, con la sua fisiologia, prevede centotrenta, centoquarant’anni di vita biologica. Infatti, i bioritmi scanditi dalla fisiologia ontogenetica, regolati dalle leggi<br />
fisiche dell’Universo, consentono la realizzazione di una Coscienza che, attimo per attimo, si arricchisce di Conoscenza, superando ogni forma di saggezza raggiunta dall’Evoluzione Umana. Tutto ciò è possibile a condizione che si rimuovano tutti quei condizionamenti che, fin dalla vita fetale, si accumulano nel cervello, andando a limitare e ad alterare la fisiologia dei bioritmi ontogenetici, producendo tutti quei conflitti intrapersonali ed interpersonali che sono la causa prima di qualsiasi forma di patologia. Rimuovere i condizionamenti, acquisendo consapevolezza delle proprie potenzialità contenute nella memoria genetica, è un imperativo, non solo per la Medicina, ma anche per tutte le attività umane educative, scientifiche e culturali. E sarà questa la chiave per comprendere che non siamo nati per soffrire o per ammalarci, ma per vivere “felicemente” la nostra dimensione psico-fisica e spirituale.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-112"></span><br />
<strong>PREMESSA</strong><br />
Non serve aspettare il 2012 per vedere la fine del mondo, poiché l’unica fine auspicabile in questo banale e disgraziato mondo è quella delle credenze indotte e condizionate, che vanno a seppellire nel cervello, fin dalla nascita, quella stupenda, meravigliosa intelligenza genetica contenuta in ogni essere umano. (“Geni si nasce, imbecilli si diventa”, articolo pubblicato su: Il Giorno, 13 ottobre 1982). Ciò è dimostrato dal fatto, confermato dalla Storia dell’Umanità, che tutti coloro che sfuggono a tali condizionamenti hanno prodotto, utilizzando l’intelligenza<br />
genetica, con creatività e libertà, l’Evoluzione della Scienza, Coscienza e grande saggezza. Certamente, questi uomini sono stati molto combattuti dalla gerarchia dei poteri contenuta nei modelli sociali, dall’ignoranza e dal condizionamento. Essi sono stati emarginati e torturati, anche fino alle eliminazioni fisiche. L’eliminazione fisica, però, non ha impedito di tramandare ai posteri conoscenze, valori e saggezza che, in<br />
quanto tali, valicano ogni confine geopolitico, scientifico e culturale e rimangono sempre disponibili all’intelligenza genetica umana.<br />
 </p>
<p><strong>INTEGRAZIONE DELLE SCIENZE E NEUROPSICOFISIOLOGIA</strong><br />
La Fisica è la scienza che studia le interazioni atomiche, di conseguenza rappresenta la base sulla quale si sviluppano le altre discipline, così come l’atomo è il sistema di base che dà vita a tutte le organizzazioni molecolari più articolate. Ogni molecola, semplice o complessa che sia, produce nello spazio circostante un campo elettromagnetico dovuto alla sua struttura stereochimica ed alla dinamica dei fenomeni di interazione che si manifestano a livello intramolecolare. Lo studio di questo campo elettromagnetico è, evidentemente, assai complesso;<br />
tuttavia, le leggi che lo regolano sono le stesse che regolano l’interazione di campi più semplici, sia a livello macroscopico che microscopico. L’elettromagnetismo è la base della fisiologia cerebrale che si manifesta attraverso la realizzazione di circuiti biologici neurali governati dalle stesse leggi che regolano i circuiti elettrici e magnetici prodotti dalla tecnologia. Tali circuiti sono i ricetrasmettitori dell’informazione che viaggia su un “veicolo trasportatore” costituito, in pratica, dall’energia e dalla materia. Questo processo è sintetizzato nel paradigma E/M/I<br />
(energia=materia=informazione, Trimarchi 1980) che integra il principio di conservazione dell’energia enunciato da Von Helmholts e quello di massa/energia enunciato da Einstein e spiega come tutti gli scambi di massa ed energia siano di fatto anche scambi di informazione. L’informazione, dunque, quale manifestazione di una interazione, è un elemento unificatore e integratore di tutte le espressioni della<br />
Natura, a partire dalle strutture atomiche semplici fino ad arrivare alla complessità dell’organismo umano, il quale integra biologicamente l’excursus evolutivo degli elementi costituenti il nostro Pianeta. Nell’uomo, infatti, il meccanismo di comunicazione non è relativo solo alla sua espressione linguistica, ma a tutta la sua fisiologia filogenetica ed ontogenetica, la quale implica processi di comunicazione e di trasformazione della materia e dell’energia con una “logica” che sfugge ancora, in parte, alla Scienza.</p>
<p>Il concetto di informazione utilizzato in ambito biologico per specificare la trasmissione genica, il ruolo degli ormoni, dei ferormoni o dei neurotrasmettitori, ha perciò in Natura un significato più ampio e globale, poiché interviene in tutti i processi naturali di trasformazione, biologici o a-biologici che siano. Questa puntualizzazione conoscitiva sgombra definitivamente il campo delle Neuroscienze o delle Scienze Psicologiche da ogni dubbio tramandatosi da secoli riguardo la dicotomia tra mente e cervello, poiché non c’è niente nel cervello e nella<br />
sua espressione comportamentale che non sia spiegabile con la Fisica, ovvero che non sia energia/materia/informazione.</p>
<p>Il pensiero e la parola, ad esempio, sono il risultato di processi informativi cerebrali, che necessitano dell’energia e della materia, generati, trasportati, emessi, ricevuti ed accumulati in memoria. E’ l’informazione che induce la formazione di nuove sinapsi, di nuovi circuiti neuronali o che ne rinforza quelli già esistenti, ma solo attraverso l’energia elettrica e magnetica che alimenta tali circuiti, ovvero attraverso il trasporto di ioni e molecole. Da circa trent’anni, con l’Approccio Neuropsicofisiologico (NPF), da me proposto alla Comunità Scientifica Internazionale, ho ampiamente dimostrato la validità e la novità di uno sviluppo conoscitivo capace di integrare le conoscenze della Fisica, della Chimica, della Biologia, delle Neuroscienze e della Psicologia.</p>
<p>E allora, perché continuare ad alimentare, sostenere ed insegnare teorie infondate e fuorvianti, e soprattutto sbagliate?<br />
Le Facoltà Universitarie sono piene di Corsi in cui si dibatte sulla natura astratta del pensiero e della mente e sulla incomprensibile funzionalità del cervello. Forse i docenti non si sono accorti che la Fisica ha ripulito il campo della conoscenza da ipotesi infondate e teorie psico-filosofiche astratte, dimostrando da quasi duecento anni che l’energia né si crea né si distrugge, ma si trasforma da una forma ad un’altra, nonché, da cento anni esatti, che la materia è anch’essa potenzialmente energia.</p>
<p>La descrizione dei fenomeni neuropsicofisiologici non ha bisogno di invocare immaginarie “teorie delle mente” ma solo di utilizzare le conoscenze fisiche che sono a tutti disponibili, integrandole in un’approccio multidisciplinare capace di creare i giusti collegamenti tra le diverse discipline, producendo quella che potremmo definire la Teoria Unificata ed Integrata della Fisica Cerebrale.</p>
<p>Per inciso, la Neuropsicofisiologia (www.neuropshychophysiology.org) dimostra come l’emisfero destro riconosce ed identifica le informazioni con la propria memoria genetica e rimane tale in tutto l’arco ontogenetico. Infatti, l’emisfero destro non apprende il linguaggio, le regole, la matematica, i simboli, proprio perché utilizza, per riconoscere la fisicità dell’informazione, la propria memoria genetica; mentre, l’emisfero sinistro apprende codici linguistici, grammaticali, nozioni, regole, simboli e decodifica con tali mezzi l’informazione ricevuta. Per tale ragione, è<br />
necessario verificare con la Fisica le caratteristiche energetiche delle informazioni e come esse stimolano, informano e trasformano le varie aree cerebrali e, di conseguenza, producono il comportamento emozionale, razionale, creativo.</p>
<p>Senza tali conoscenze non è possibile comprendere la comunicazione e, soprattutto, l’Io dell’individuo che deve gestire dinamicamente sia la verifica delle informazioni che la progettualità delle proprie azioni all’interno della comunicazione stessa. L’Opera dell’Io, che diviene così il pilota del cervello, agisce con l’introspezione che dai lobi frontali, destro e sinistro, interviene sulla totalità delle funzioni del cervello ed ha il monitoraggio dell’intero organismo, il quale invia dinamicamente, istante per istante, informazioni che trovano, nella maggior parte dei casi, risposte automatiche sia genetiche che condizionate. In qualsiasi istante, l’Io può intervenire e decidere qual è la risposta più adatta e più utile, impedendo gli automatismi, come abbiamo già detto, sia genetici che condizionati. Tutto ciò è quasi sconosciuto alle Neuroscienze Cognitive e questa è la ragione per cui è nata la Neuropsicofisiologia che, con le Scienze Integrate, può seguire, istante per istante, sia le informazioni provenienti dagli organi di senso che quelle provenienti dal soma identificando, nelle varie fasi di trasformazione di materia ed energia, il messaggio originario trasportato dall’informazione stessa. Come dire che possiamo seguire il messaggio prodotto da una carezza, da un’immagine, da un suono, eccetera, in tutti i suoi passaggi e trasformazioni (ioni, impulsi elettrici, reazioni chimiche ed elettromagnetiche, produzione di proteine, di neurotrasmettitori e di neuromodulatori) fino all’attimo in cui raggiunge la corteccia cerebrale, attimo in<br />
cui la persona diviene consapevole e cosciente del messaggio originario. Per analogia, possiamo fare il paragone con una lettera scritta e inviata a grande distanza: vediamo che sono molti i mezzi che trasportano la lettera (macchine, aerei, eccetera); nella lettera c’è il messaggio originario, ma se osserviamo i mezzi trasportatori senza conoscere il contenuto della lettera, non siamo in grado di associare il substrato trasportatore al contenuto del messaggio, per certo sappiamo che c’è; la corteccia cerebrale è paragonabile al destinatario che rileva il contenuto<br />
originario, lo identifica e ne prende coscienza.</p>
<p>Con l’approfondimento di tali studi è stato possibile esplorare i processi che danno vita alla Coscienza, alla Creatività e alle emozioni, nonché alla fisiologia di tali processi e, di conseguenza, alla “patologia” prodotta dai condizionamenti. Eppure, la Scienza ha sempre avuto uomini liberi e geniali che hanno dimostrato quanto da me e da altri affermato: ad esempio, il fisiologo russo Ivan Petrovitch Pavlov ottenne nel 1904 il Premio Nobel per la Medicina, poiché scoprì i meccanismi del riflesso condizionato. Infatti, egli ha potuto dimostrare la differenza che esiste tra<br />
il riflesso incondizionato, che si attua indipendentemente dall’apprendimento ed è legato a fattori genetici, e il riflesso condizionato, che avviene attraverso l’associazione tra l’informazione fisiologica che genera il riflesso incondizionato (genetico) e l’informazione condizionante che, una volta appresa, è sufficiente a produrre risposte automatiche, al di là del valore fisiologico dell’informazione.</p>
<p>Ciò ha permesso all’Umanità di denominare tale evento condizionamento classico, metodo utilizzato per condizionare gli esseri umani, costringendoli a credere, o a non credere, con premi, punizioni, ricatti, aspettative e gratificazioni di ogni genere, invece di fargli comprendere la differenza che esiste tra credere e capire acquisendo consapevolezza: credere in qualcosa, senza comprenderla, è certamente un condizionamento e rimane tale all’interno del cervello; capire significa acquisire Conoscenza e, quindi, arricchire la Coscienza dell’individuo.<br />
Tutto ciò in cui si crede è sempre funzionale alle aspettative gratificanti e, se vengono meno, nasce un conflitto intrapersonale, conflitto che può avere infinite ripercussioni somatiche e che può degenerare fino a produrre vere e proprie patologie.<br />
 </p>
<p><strong>I CONDIZIONAMENTI ANTAGONISTI DELL’INTROSPEZIONE E DELLA CONSAPEVOLEZZA<br />
</strong>Soffermiamoci a riflettere sulle informazioni condizionanti, che danno vita ad automatismi che, in quanto tali, si attivano in determinati modi al di fuori della volontà dell’Io. Modi che spesso vengono analizzati e, successivamente, classificati da psicologi, psichiatri ed esperti che vanno a “testare” la capacità di intendere e volere della persona: gli automatismi, il riflesso condizionato escludono la capacità di intendere e volere; per cui, la maggior parte dei crimini, delle ingiustizie o delle varie classificazioni come psicopatologiche sono spesso arbitrarie e offendono<br />
l’essere umano, non solo nella sua Dignità, ma soprattutto in ciò che egli sente a livello genetico come giusto; infatti, la persona non si rende conto che il senso di giustizia innato, che di fatto è genetico, non può essere soddisfatto con automatismi prodotti dai condizionamenti.</p>
<p>La maggior parte delle persone vive tendenzialmente i propri rapporti interpersonali o con la società in continuo conflitto, attribuendo le colpe sempre agli altri e trovando sempre giustificazioni al proprio comportamento. In tal caso, si evidenzia che questo tipo di personalità è priva di consapevolezza di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, proprio perché gli automatismi prodotti dai condizionamenti impediscono l’autocritica con l’introspezione, nonché la verifica del proprio comportamento.</p>
<p>I condizionamenti producono reazioni a catena che escludono la Verità, la Giustizia, l’Amore, la Dignità. Non è poi tanto difficile capire che le richieste dei bambini sono spesso frutto di condizionamenti e andrebbero valutate al fine di evitare l’instaurarsi di automatismi che rallentano o bloccano la presa di coscienza di tutto ciò che è utile per la loro crescita conoscitiva. Lo stimolo condizionante, creato ad hoc dai furbi, gratifica, genera piacere, in sintesi sfrutta il condizionamento al fine di crearne la dipendenza, soprattutto nei bambini e nei giovani. Queste sono situazioni apparentemente ingenue, inoffensive, utili, che però vanno ad alterare la possibilità di crescere, di comprendere, di verificare le informazioni. In sintesi, si diventa totalmente dipendenti da ciò che piace e si tende a fuggire da tutto ciò che non produce piacere.<br />
A che serve tutto questo? Cosa c’entra l’educazione? Per non parlare, poi, dei Valori, della Coscienza, del Senso del Giusto, della capacità di decidere, di verificare…Che cos’è, a questo punto, l’introspezione? Chi usa l’introspezione per verificare le informazioni o ciò che è giusto e ciò che è sbagliato? Come si fa a dire a chi ha subìto infiniti condizionamenti ed automatismi fin dalla nascita “devi essere buono, altruista”, “devi imparare ad amare il prossimo”…E si cita poi, a sproposito, l’”ama il prossimo tuo come te stesso” e il “non fare agli altri ciò che non vorresti<br />
fosse fatto a te”… In seguito, hanno contribuito a delucidare tali meccanismi L. Torndike e, più tardi, B. F. Skinner, che introdusse il condizionamento operante, arricchendo la sperimentazione sui topolini con l’introduzione di rinforzi positivi (cibo) e rinforzi negativi (scossa elettrica), dando vita al sistema premio-punizione, applicato successivamente anch’esso come sistema di condizionamento al genere umano.<br />
Quanta violenza viene fatta ai cervelli dei ragazzi e degli adulti, soprattutto nella Scuola e nelle Università, nel momento in cui si costringono ad apprendere e ripetere ciò che non si comprende…E tale metodo viene chiamato “istruzione”, “formazione” e, in maniera falsa e contraddittoria, “educazione”, poiché l’Educazione non condiziona, non violenta, ma stimola l’intelligenza genetica ad acquisire Coscienza e Conoscenza.</p>
<p>E’ per tale ragione che affermiamo, senza tema di smentita, che l’Educazione è ancora sconosciuta ai sistemi così detti “educativi”; per converso, è l’istruzione che è ben conosciuta e che costringe ad apprendere per evitare la punizione, ovvero la bocciatura con l’esclusione dalla Scuola, o dalla Università, che prevede privilegi e premi che vanno a valorizzare, all’interno di un sistema sociale così costituito, la così detta personalità, per adattarla al mondo del lavoro e degli stessi modelli sociali esistenti.</p>
<p>E allora, che significa scuola dell’obbligo, maturità classica, scientifica e cosa insegnano le Università? Quale universalità offre l’Università alle Coscienze? Tante e tante nozioni accumulate nell’emisfero sinistro del cervello, per poi scoprire che i programmi dei computer contengono in maniera ben strutturata tutte le nozioni, le teorie e le materie che, in maniera caotica e disordinata, vengono imposte agli studenti di ogni ordine e grado! E, una volta raggiunto l’obiettivo del Diploma o della Laurea, vengono inseriti nelle professioni o nel mondo del lavoro senza quelle competenze che richiederebbero i loro ruoli professionali, competenze che necessitano di una Educazione e Formazione che sono molto lontane dalla situazione attuale. L’intelligenza genetica dell’emisfero destro non ha bisogno di insegnanti perché è “autodidatta” e sa ricercare tutto ciò che gli occorre per capire, conoscere, se stesso e il mondo che lo circonda e, se venisse applicato il metodo educativo, sia i bambini<br />
che gli adulti andrebbero a scuola con gioia e sceglierebbero le Università per acquisire e riconoscere l’Universalità della Conoscenza che, certamente, porterebbe alla saggezza. Altrimenti, dovremmo dire che i così detti creativi, che non si sono conformati ai modelli sociali e non occupano ruoli stipendiati all’interno degli stessi modelli, non lavorano, non vivono o non esistono…ad esempio, la casalinga, lo scienziato,<br />
l’artista, e tutti coloro che ricercano liberamente la verità lontano dai modelli consolidati che, in quanto tali, si sostituiscono all’intelligenza genetica dell’individuo, soffocando la genialità e la creatività dell’individuo stesso.</p>
<p>E’ chiaro che tutto ciò va approfondito, poiché sono loro che soffrono e “lavorano” più di tutti e per tutti, perché cercano e offrono quelle soluzioni ai problemi e ai conflitti creati proprio dai modelli. I modelli, infatti, diventano tali nel momento in cui vengono accettati, per varie<br />
ragioni, dalle “autorità” istituzionali che con i loro ruoli dominano l’intera società. Ciò accade in tutti i campi dello scibile, dalla politica, alla scienza, alla cultura, alle religioni. Sono le istituzioni infatti che, in astratto, stabiliscono, senza dimostrare nulla, ciò che è vero e ciò che è falso ma, com’è ormai risaputo, la Verità non ha bisogno di una dittatura per essere riconosciuta, poiché la libertà genetica del nostro emisfero destro è sempre pronta a riconoscerla; come dire che coloro che ricercano la Verità la riconoscono e risuonano con essa, ma chi ha già subìto i<br />
condizionamenti dei modelli nel proprio emisfero sinistro, ovvero si è conformato ai modelli, li difende al fine di avere quella gratificazione e quella sicurezza garantita dalle autorità istituzionali e sociali.<br />
E’ forse questa la ragione per cui i saggi o i grandi maestri, compreso Gesù, sceglievano i loro discepoli fra coloro che non si erano conformati ai modelli sociali e che, allo stesso tempo, erano pronti a riconoscere chi offriva loro la possibilità di accedere alle grandi verità.<br />
 </p>
<p><strong>CONDIZIONAMENTI: SINDROME DI DISCONNESSIONE FUNZIONALE INTEREMISFERICA</strong><br />
Delucidiamo ulteriormente gli Studi Integrati Neuropsicofisiologici, che ci hanno permesso di comprendere che il potere dei modelli sociali si è sviluppato nell’emisfero sinistro del cervello e ciò ha prodotto una sindrome di disconnessione funzionale tra gli emisferi destro e sinistro verificabile, appunto, con la Neuropsicofisiologia.<br />
I due emisferi, infatti, dipendono dalle informazioni che li raggiungono e le caratteristiche di tali informazioni rendono dominante a volte l’uno, a volte l’altro. Le informazioni fisiologiche, come quelle della Natura o come quelle non codificate dall’uomo, trovano una risposta emozionale nell’emisfero destro. Le informazioni linguistiche, matematiche, simboliche, codificate per convenzione dall’uomo, vengono identificate dall’emisfero sinistro, a condizione che le abbia apprese, come le regole, le nozioni, i modelli e tutto ciò che viene acquisito in memoria, come la tecnologia e ogni tipo di informazione logico-razionale prodotta da codici realizzati per convenzione dall’uomo. In tal caso, le emozioni nell’emisfero sinistro sono legate alle gratificazioni previste da tale forma di apprendimento. Esempio: “bravo”, “hai avuto un attimo voto”, “sei stato il migliore”, “puoi primeggiare perché ne sai più degli altri”, “meriti questo”, “meriti quello” e così via.</p>
<p>In sintesi, la persona acquisisce una forma di competizione negativa che la spinge ad essere superiore agli altri con una forma di “razzismo” che soffoca tutti quei Valori Umani legati alle Pari Dignità, al Dialogo, alla Cooperazione, negandole il diritto ad una propria identità unica ed irripetibile che, in quanto tale, esclude ogni forma di competizione negativa. L’emisfero sinistro apprende e ripete in funzione sempre di<br />
un premio, una gratificazione o per evitare una punizione o dolore e sofferenza. Al fine di rendere più chiaro quanto sopra espresso, affermiamo che chi ci ha permesso di comprendere il lavoro che svolgono gli emisferi cerebrali è stato fondamentalmente Roger Wolcott Sperry che, per i suoi studi sugli emisferi divisi (split brain), ha avuto il Premio Nobel per la Medicina nel 1981. Egli iniziò i primi studi sul cervello diviso di un gatto nel 1953 e successivamente pubblicò, nel 1962, insieme a Bogen e Gazzaniga, il “Primo resoconto delle indagini compiute su paziente con gli emisferi divisi” e da allora si sono intensificate le indagini sulla specializzazione emisferica e lateralizzazione delle funzioni cerebrali.<br />
Egli affermava: “Effettivamente, la parte cosciente è a destra (…) l’emisfero destro e sinistro sono coscienti simultaneamente in modo differente, mutuamente in conflitto. Le esperienze mentali funzionano in parallelo”.</p>
<p>Sono stati molti gli studi e le ricerche che mi hanno permesso di arrivare alle conclusioni sintetizzate nella mia Teoria Neuropsicofisiologica Integrata sulla lateralizzazione e codificazione dei due emisferi cerebrali, presentata alla Comunità Scientifica Internazionale nel corso del Convegno “Scienza, Educazione, Evoluzione” nel 1982, in Campidoglio, a Roma e, successivamente, presentata in vari Convegni Internazionali.<br />
Ho formulato successivamente altre due teorie: Teoria sulla Neuropsicofisiologia dell’apprendimento, presentata nel 1984 alla II Riunione Ibero-Americana sull’Educazione, Siber, Madrid e presentata successivamente nel 1988 alla Conferenza Internazionale dello IOP, International Organization of Psychophysiology, a Praga; e Teoria Neuropsicofisiologica Integrata sulla Percezione nei processi di lateralizzazione, presentata nel 1986 alla V Conferenza Internazionale dello IOP, a Budapest.<br />
In tale circostanza, il professor Carl Pribram, a conclusione dei lavori, affermava che “nel Metodo Multidisciplinare Integrato proposto dal professor Trimarchi si rintraccia l’unica possibilità di dare una svolta operativamente valida agli studi sul cervello” ed ancora che “è necessaria una seria preparazione in fisica, cibernetica, elettronica e in discipline connesse alla teoria dell’informazione per tutti i neuroricercatori.”</p>
<p>Tali Teorie, ampiamente sperimentate, non solo sulla Psicologia Clinica, ma su persone così dette normali, non lasciano dubbi sulla loro utilità e validità; esse, successivamente applicate in campo pedagogico e giuridico, confermano le intuizioni di Freud: ovvero che non esiste la malattia mentale ma il disagio, la confusione e i conflitti derivanti da traumi e condizionamenti che si acquisiscono fin dalla nascita. Freud affermava, infatti, che “la cura consiste nel rimuovere i condizionamenti e la guarigione è determinata dal chiarimento.” Approfondendo lo studio delle mie Teorie, abbiamo potuto constatare che l’Umanità è in perenne conflitto, che si genera in ogni essere umano tra emisfero destro e sinistro; conflitto tra i valori genetici, trasportati ereditariamente per filogenesi e che rimangono attivi nell’emisfero destro, e tutto ciò che viene imposto agli esseri umani con premi e punizioni, acquisito in memoria nell’emisfero sinistro. Ciò conferma quanto affermato da R. Sperry che “l’emisfero destro e sinistro sono coscienti simultaneamente in modo differente, mutuamente in conflitto.” Infatti, il conflitto nasce tra la realtà obiettiva ed oggettiva acquisita dall’emisfero destro e i condizionamenti acquisiti in memoria nell’emisfero sinistro.<br />
L’emisfero sinistro è condizionato dalla famiglia, dall’ambiente, dalla società, non percepisce più il dinamismo della realtà e inevitabilmente entra in conflitto sia con la realtà contenuta nel proprio emisfero destro, sia con il dinamismo della realtà del mondo che lo circonda.<br />
Tali conflitti generano ansie, paure, competizioni negative, proprio perché l’ambiente condiziona alla competizione e spinge l’essere a voler avere sempre ragione, ad essere superiore a tutti, a dominare gli altri, ad essere “invincibile” e, in tale condizione, è possibile rilevare la Sindrome di Disconnessione Funzionale Interemisferica.<br />
 </p>
<p><strong>ONTOGENESI, BIORITMI E METABOLISMO ORGANICO &#8211; CELLULARE<br />
</strong>A questo punto, è obbligatorio chiederci in che rapporto sta la Sindrome di Disconnessione Funzionale Interemisferica con tutta la classificazione psicopatologica e psichiatrica prevista dal DSM IV e con le malattie, persino quelle oncologiche, che si manifestano nei vari momenti della vita della persona. La risposta, senza ombra di dubbio, è che l’origine della malattia proviene dai condizionamenti che l’essere umano inizia a subire già prima di nascere, ovvero dal quinto, sesto mese di sviluppo fetale. E’ ormai risaputo che il genoma umano contiene in sé un grande progetto che dovrebbe realizzarsi in tutto l’arco ontogenetico, o della vita, che prevede circa centotrenta, centoquarant’anni. Tale realizzazione non troverebbe ostacoli se l’ambiente ne favorisse l’espressione. L’essere umano, contrariamente alle piante e agli animali, subisce fin dalla nascita limitazioni e condizionamenti, andando ad alterare così i bioritmi regolati dalla fisiologia ontogenetica e dell’ambiente fisico circostante.</p>
<p>Infatti, finché le richieste dell’organismo vengono fisiologicamente soddisfatte, i bioritmi procedono rispettando i tempi previsti dal genoma; ciò significa che la comunicazione tra soma e cervello e tra cervello e ambiente è sintonica in base alle leggi fisiche che ne regolano, nel tempo e nello spazio, l’esistenza. Per cui, vediamo che la comunicazione che avviene attraverso l’asse psico-neuro-endocrinoimmunitario non trova ostacoli e quindi il metabolismo cellulare organico procede con i tempi stabiliti dai bioritmi ontogenetici. In tale condizione, il cuore, il fegato, il<br />
pancreas, i reni, svolgono le loro funzioni all’interno dei tempi tecnici previsti dall’ontogenesi stessa.</p>
<p>Per converso, possiamo verificare che, a seconda del tipo di condizionamento subìto (nutrizionale, del ritmo sonno-veglia…), soprattutto in età evolutiva, si va a sovraccaricare il metabolismo generale, alterando i bioritmi e generando confusione nella comunicazione intracellulare, intercellulare, organica e tra cervello e soma. Il tutto modifica, spesso in maniera caotica, la riproduzione cellulare dei vari organi.<br />
Molti sono i sistemi di difesa, di protezione, di integrazione che il cervello mette in atto per neutralizzare l’azione negativa prodotta dai condizionamenti; oltre certi limiti, i sistemi sono costretti a modificare, dopo aver segnalato A LIVELLO PSICHICO le difficoltà cui l’organismo è sottoposto, il ritmo ontogenetico dell’intero organismo e, se tali ostacoli persistono, i danni possono essere molteplici. Le stesse<br />
malattie sono dei segnali o dei “sintomi” che avvertono che ci sono dei comportamenti condizionati che minacciano l’ontogenesi biologica e la stessa integrità dell’organismo. Ignorare tali sintomi significa subirne le conseguenze: conseguenze disastrose, dove le malattie cronicizzano fino a diventare tumori. L’ars medica, soggetta anch’essa all’autoritarismo dei modelli dominanti, gestita dalle multinazionali del farmaco, si è allontanata sempre più dalla fisiologia filogenetica ed ontogenetica e, quindi, tenta di curare, sostituendosi al “medico fisiologico” contenuto nel cervello e nella memoria genetica, le malattie spesso da essa stessa inventate, codificate in protocolli che prevedono percorsi terapeutici utili ad arricchire i produttori dei mezzi e degli strumenti di cura.</p>
<p>Sono ormai quasi trent’anni che al Congresso Mondiale della Medicina, svoltosi a Venezia, alla Fondazione Cini, chiesi a tutti i presenti, oltre settecento medici provenienti da tutto il mondo, tradotto contemporaneamente in cinque lingue, di unire gli sforzi per integrare i vari studi per definire, in maniera inequivocabile, la fisiologia ontogenetica dell’organismo umano, poiché solo una conoscenza profonda della fisiologia ontogenetica può spiegare la patologia per arrivare, poi, alla terapia. Successivamente, si è molto parlato di integrazione, ho avuto varie proposte di Cattedre, finalizzate ad integrare la medicina tradizionale e quella orientale, l’omeopatia alla ayurvedica e così via. Si è parlato, per qualche tempo, di integrazione e il seguito lo conosciamo tutti. Le leggi che regolano la fisiologia umana, animale e vegetale sono leggi fisiche<br />
non codificate dall’uomo; la Scienza può solo scoprirle, conoscerle e rispettarle. E questo, per me, è il postulato con il quale dar vita ad una Medicina capace di educare e formare medici, psicologi, psichiatri, specialisti, in sintesi che può intervenire nella così detta cura che, in primis, consiste nel rimuovere i condizionamenti, che sono la causa delle malattie, riattivando così il “medico fisiologico”, unico medico legittimato a curare il proprio organismo, a condizione che si rimuovano le cause che impediscono l’azione terapeutica del medico fisiologico stesso.<br />
 </p>
<p><strong>CONCLUSIONI</strong><br />
Per concludere, possiamo affermare che una svolta reale della Medicina può verificarsi solo se si tiene conto del processo filologico scientifico da me tracciato che mette in evidenza che la fisiologia ontogenetica prevede centoquarant’anni di vita a condizione che la Conoscenza non confligga con i bioritmi scanditi dall’ontogenesi stessa.<br />
Abbiamo visto che la causa prima che va ad alterare e modificare i bioritmi ontogenetici risiede nei condizionamenti che spingono gli esseri umani a violare le leggi fisiche di Natura che regolano la vita umana. Ciò conferma le intuizioni del padre della Medicina Ippocrate di Kos che,<br />
duemilacinquecento anni fa, affermava che solo la considerazione dell’intero stile di vita del malato permetteva di comprendere e sconfiggere la malattia. Egli riteneva che le cause potevano essere dietetiche, atmosferiche, psicologiche, perfino sociali. Una tale ampiezza conoscitiva può essere compresa se si considera che, a seconda del tipo di condizionamento subìto, si vanno a modificare le difese fisiologiche dell’organismo, mettendo sotto stress l’intero sistema organico che, nel tempo, può degenerare anche in patologia.<br />
E’ ormai noto a tutti che l’uomo è figlio della filogenesi realizzatasi attraverso processi fisiologici, ma la sua azione sull’ambiente e su sé stesso produce per condizionamento, nella maggior parte dei casi, ricadute patologiche. Tuttavia, le Scienze Mediche hanno seguito una via obbligata, trovandosi spesso fenomeni naturali troppo complessi per essere studiati nella loro globalità e l’unico approccio possibile è stato quello di creare modelli, ognuno dei quali pretendeva di essere la cura efficace rispetto agli altri modelli esistenti. Ciò scatena conflitti e, nella maggior parte dei casi, vengono messi in campo strumenti di lotta totalmente estranei alle Scienze Mediche (ad esempio, l’esclusione dall’Ordine professionale con processi estranei alla ricerca scientifica, le sentenze dei Tribunali, le campagne mediatiche, eccetera).</p>
<p>Questo è un aspetto di cui ogni ricercatore dovrebbe essere perfettamente cosciente, poiché ogni conoscenza acquisita si basa su alcuni aspetti di un fenomeno e non sulla totalità delle variabili che regolano un processo per cui, qualora si presenta un modello diverso da quello consolidato, è necessario sempre integrare e dimostrare come il proprio modello va ad integrarsi con quello acclarato. Ciò va tenuto presente per evitare rifiuti e conflitti. Questa affermazione ci porta a pensare che la Conoscenza della Fisiologia dei Fenomeni Naturali è uno degli argomenti fondamentali da sviluppare con un corretto Approccio Scientifico Multidisciplinare ed Integrato.<br />
Per far ciò, occorrono strumenti e metodologie appropriate, che permettano di offrire una visione globale di tali fenomeni, quali la Neuropsicofisiologia e la Teoria Generale dei Sistemi, considerando che ogni processo naturale è un sistema che, regolato da precise leggi fisiche, scambia energia, materia e informazione con gli altri sistemi circostanti. Ogni ricercatore o scienziato deve sapere che il fenomeno che sta studiando ubbidisce sempre al principio fisico di causa – effetto, ovvero è deterministico, anche se spesso la complessità del fenomeno coglie aspetti che sembrano probabilistici.</p>
<p>A tale proposito, occorre ricordare che il grande matematico Laplace diceva che la probabilità è misura dell’ignoranza delle cause. Eppure, oggi la ricerca non è considerata accettabile se non presenta una validazione statistica. Quindi, esiste una forte contraddizione tra Conoscenza e approccio statistico: precisiamo che più elevato è l’uso della statistica, tanto più è evidente l’ignoranza che si ha del fenomeno che si tenta di comprendere e che si finisce con l’interpretare. Tale aspetto non può essere ignorato se l’obiettivo da raggiungere è quello di conoscere il processo che dà vita alla manifestazione fenomenica che, nella fattispecie, può essere costituita da sintomi e patologie di vario genere.</p>
<p>Il principio di causa – effetto, come abbiamo affermato, è certamente deterministico, ovvero non possiamo parlare o discutere sull’effetto, che può configurarsi in sintomi, malattie o altro, senza ricercare la causa che lo ha generato, tenendo bene in mente che tale principio è il fondamento di una ricerca scientifica che porta alla verità. A questo punto, dobbiamo interrogarci se vogliamo ancora continuare ad ignorare le cause delle patologie per affidarci alla statistica o se vogliamo, invece, dare una svolta alla ricerca scientifica, individuando le cause che le hanno generate, nel pieno rispetto del principio di causa – effetto. Se è questa la strada che vogliamo intraprendere, dobbiamo certamente utilizzare il Metodo Multidisciplinare ed Integrato; ciò permette di comprendere che tutti quei medici, scienziati e ricercatori che hanno proposto approcci terapeutici diversi alle varie patologie non devono essere contrari ai modelli dominanti, ma devono se mai motivare i propri studi e ricerche, dimostrando come i risultati si integrano ad una visione globale della funzionalità ontogenetica dell’organismo in toto.</p>
<p>Ad esempio, la Neuropsicofisiologia integra in sé qualsiasi tipo di ricerca svolta nel campo delle Neuroscienze Cognitive: difficilmente un sintomo rimane isolato, ma sarà sempre ricondotto, con tale metodo, alla causa che lo ha generato. E richiamando il padre della Medicina, Ippocrate di Kos, possiamo vedere che, ad esempio, l’approccio terapeutico di Hamer, che trova un nesso causale tra il trauma psichico e il tumore, non è da escludere ma da integrare, verificare; così come la terapia Di Bella si integra perfettamente, in quanto tratta e descrive alcuni aspetti del metabolismo generale e, senza tralasciare gli altri orientamenti, è sempre possibile un processo di integrazione e non di esclusione, ricordando che l’emisfero destro di ogni essere umano è l’integratore per eccellenza di tutte le informazioni che lo raggiungono ed è solo l’emisfero sinistro che sviluppa una competizione negativa per affermare la superiorità dei propri modelli a scapito degli altri.</p>
<p>Quindi, come affermava Ippocrate, le cause di qualsiasi sintomo o di qualsiasi patologia (dietetiche, atmosferiche, psicologiche, sociali) vanno ricercate nell’intero stile di vita della persona e nell’ambiente fisico in cui la persona vive. Per concludere, non mi rivolgo a coloro che hanno fatto delle Scienze Mediche strumento di potere e di competizione politica, economica e commerciale a scapito e a danno di tutti coloro che soffrono e attendono chiarezza sulle cause delle loro malattie e delle loro sofferenze al fine di correggere uno stile di vita che contiene in<br />
sé le cause della stesse malattie; ma mi rivolgo al mondo accademico e a tutti coloro che credono ancora in una Scienza a servizio dell’uomo e al suo benessere psicofisico e spirituale. A costoro dico di interrogarsi e di riflettere su quanto da me scritto, affinché si abbandonino le competizioni negative per favorire un dialogo ed una cooperazione che siano funzionali ad una sostanziale terapia dei mali del mondo, dando vita così ad una Scienza che ricerca la verità nel pieno rispetto del principio di causa – effetto.</p>
<p style="text-align: right;"><em> <br />
testo del Prof. Michele Trimarchi<br />
fondatore della Neuropsicofisiologia<br />
 </em></p>
<p style="text-align: right;">il testo è stato presentato al convegno &#8220;La Medicina ad una Svolta&#8221;<br />
tenutosi a Milano il 16 ottobre 2010<br />
 </p>
<p style="text-align: right;"><em>pubblicazione autorizzata dall&#8217;autore</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ognisenso.it/2010/10/21/neuropsicofisiologia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Disturbi Mentali? Curare con l&#8217;educazione.</title>
		<link>http://www.ognisenso.it/2010/10/13/disturbi-mentali-solo-cure-psicologiche/</link>
		<comments>http://www.ognisenso.it/2010/10/13/disturbi-mentali-solo-cure-psicologiche/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 20:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie (News)]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e Innovazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ognisenso.it/?p=91</guid>
		<description><![CDATA[la scienza applicata alla salute in ambito psicologico, cure educative   Da diversi anni, su centinania di casi clinici, viene applicata nella clinica psicologica una nuova teoria scientifica elaborata dallo psicologo e scienziato italiano Dott. Marco Baranello, è la teoria emotocognitiva, una teoria generale sul funzionamento dei sistemi complessi tra cui l&#8217;essere umano. La sua applicazione in psicologia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>la scienza applicata alla salute in ambito psicologico, cure educative<br />
 </em></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-146" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; border: 0px;" title="sapere e conoscenza permetteno di sollevare il mondo con un dito" src="http://www.ognisenso.it/wp-content/uploads/2010/10/250x200-mondo-dito.jpg" alt="sapere e conoscenza permetteno di sollevare il mondo con un dito" width="250" height="200" />Da diversi anni, su centinania di casi clinici, viene applicata nella clinica psicologica una nuova teoria scientifica elaborata dallo psicologo e scienziato italiano Dott. Marco Baranello, è la teoria emotocognitiva, una teoria generale sul funzionamento dei sistemi complessi tra cui l&#8217;essere umano. La sua applicazione in psicologia, nota come psicologia emotocognitiva, ha permesso di ridurre notevolemnte i tempi dei trattamenti psicologici e soprattutto non vengono utilizzati né farmaci né psicoterapia. Si tratta, sostiene lo scienziato, di cure psicologiche riabilitative basate prevalentemente su una nuova educazione scientifica, su nuove scoperte circa i processi psicofisiologici che mantengono sintomi e disturbi. In pratica, per il Dott. Baranello è ormai anacronistico qualsiasi intervento basato sul simbolismo così come è superato parlare di &#8220;malattie&#8221; in campo della salute psicologica. Ogni forma di disturbo psicologico, escluse condizioni mediche generali in grado di giustificare da sole la presenza, hanno, per lo scienziato Baranello, sempre la stessa causa che non va cercata nel simbolismo, nel passato o nelle relazioni, ma nei processi psicofisiologici che nel qui-e-ora mantengono la sintomatologia. Per Baranello, ed è una vera rivoluzione scientifica, nel qui-e-ora, causa ed effetto coincidono.</p>
<p><strong>Per saperne di più: <span style="color: #ff0000;">&gt;</span></strong><a href="http://www.ctpsi.it">www.ctpsi.it</a><br />
<strong>Articolo su cure psicologiche degli attacchi di panico:</strong> <strong><span style="color: #ff0000;">&gt;</span></strong><a href="http://lnx.psyreview.org/2010/09/25/cura-attacchi-di-panico/">CLICCA QUI</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ognisenso.it/2010/10/13/disturbi-mentali-solo-cure-psicologiche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scie Chimiche. Di cosa si tratta?</title>
		<link>http://www.ognisenso.it/2010/05/22/scie-chimiche/</link>
		<comments>http://www.ognisenso.it/2010/05/22/scie-chimiche/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 May 2010 07:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Dubbi & Misteri]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie (News)]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ognisenso.it/?p=35</guid>
		<description><![CDATA[il fenomeno delle scie chimiche ancora non ha una spiegazione   Ognisenso.it è sensibile a quei fenomeni che potrebbero condizionare la vita di tutti noi ma che potrebbero sfuggire alla nostra consapevolezza. Ognisenso quindi non si esime dal sensibilizzare ed informare su situazioni e fenomeni, senza banalizzare. Uno di questi fenomeni è quello delle scie chimiche o chemtrails, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>il fenomeno delle scie chimiche ancora non ha una spiegazione<br />
 </em></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-133" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; border: 0px;" title="fenomeno delle scie chimiche di cosa si tratta in realtà?" src="http://www.ognisenso.it/wp-content/uploads/2010/05/250x200-scie-chimiche.jpg" alt="fenomeno delle scie chimiche di cosa si tratta in realtà?" width="250" height="200" />Ognisenso.it è sensibile a quei fenomeni che potrebbero condizionare la vita di tutti noi ma che potrebbero sfuggire alla nostra consapevolezza. Ognisenso quindi non si esime dal sensibilizzare ed informare su situazioni e fenomeni, senza banalizzare. Uno di questi fenomeni è quello delle <strong>scie chimiche</strong> o <strong>chemtrails</strong>, portato all&#8217;attenzione del grande pubblico italiano da format televisivi come &#8220;Mistero&#8221; o &#8220;Voyager&#8221; ma che presto passerà, come ogni &#8220;mistero&#8221; in una specie di limbo mediatico come molti fenomeni che interessano l&#8217;essere umano. Quello che però ci ha colpito in particolare è il fatto che il fenomeno delle scie chimiche abbia destao l&#8217;interesse di diversi deputati, divenendo una questione palesemente politica. Ci sono state diverse interrogazioni parlamentari sul fenomeno in cui deputati chiedevano spiegazioni circa la possibilità che le scie chimiche potessero o meno condizionare la nostra salute. Il punto è che non tutti sono in accordo sul fatto che esistano realmente delle &#8220;scie chimiche&#8221;. I dubbi sono numerosi, le spiegazioni anche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span id="more-35"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa sono le scie chimiche? </strong>Con il termine &#8220;scie chimiche&#8221; (chemtrails) si intende un fenomeno visibile che corrisponde al rilascio di sostanze chimiche nebulizzate nell&#8217;atmosfera da parte di mezzi aerei. Le scie chimiche, per chi sostiene tale tesi,  sarebbero quindi strisce che solcano i cieli ma composte da sostanze soprattutto metalliche come il bario. Si distinguerebbero dalle normali scie di condensa rilasciate da aerei ad alta quota sia per la loro durata, infatti mentre le scie di condensa si dissolvo da pochi secondi a pochi minuti, le scie chimiche possono durare ore fino ad un&#8217;intera giornata. Le scie chimiche sono quindi il fenomeno osservabile di una sperimentazione. Una volta che si crea un presupposto che ci sia una ricerca in corso, le idee circa i motivi possono essere infiniti, tra quelli più verosimili a quelli più fantasiosi. Finché non ci sarà una presa di posizione chiara circa l&#8217;esistenza di tale fenomeno chimico e circa gli eventuali scopi, tutti possono ipotizzare. Siamo inoltre consapevoli che, ancora qualora gli Stati dichiarassero l&#8217;esistenza della sperimentazione indicandone il motivo, ci saranno sempre persone che ipotizzeranno che la dichiarazione mascheri altro, continuando ad alimentare i dubbi circa il fenomeno ed i suoi scopi.<br />
  </p>
<p style="text-align: justify;">Ognisenso.it non prende una posizione specifica sull&#8217;argomento, limitandosi a citare chi si è interessato al caso e proporre eventualmente un proprio libero pensiero, avvisando comunque che si tratta di un fenomeno su cui ufficialmente non vi è nessuna presa di posizione univoca. Ogni considerazione rimane quindi arbitraria.<br />
 </p>
<p style="text-align: justify;">Su 68Scientifico.org, ad esempio, che rimane equidistante citando altre fonti, si parla di corsa telenergetica cioè del tentativo di controllare la trasmissione dell&#8217;energia elettrica ad alta potenza a distanza al fine di renderla commercializzabile. Per 68Scientifico gli Stati, qualora il fenomeno delle scie chimiche fosse confermato, potrebbero aver accettato perché i dati forniti dai ricercatori implicati nel progetto potrebbero aver suggerito un rischio contenuto per la salute simile a quello di altri agenti inquinanti emessi ad esempio da fabbriche, automobili, riscaldamento, ecc.<br />
Secondo 68Scientifico.org la corsa telenergetica tra gli Stati sarebbe dovuta alla dichiarazione del Giappone che entro il 2040 avrebbe fornito energia elettrica senza fili alla propri nazione. Questo potrebbe aver attirato l&#8217;attenzione di tutto il mondo verso la possibilità di controllo di questa modalità di trasmissione energetica. L&#8217;energia per essere commercializzata deve potere essere gestita e controllata (ad esempio con sistemi di criptazione della trasmissione energetica) altrimenti, basterebbe un&#8217;antenna ricevente e ciò che è nell&#8217;etere sarebbe gratuito per tutti, non solo per i singoli cittadini, ma anche per le aziende e per gli Stati sia quelli democratici che quello meno democratici o con regime dittatoriale. Quest&#8217;ultima considerazione potrebbe in qualche misura giustificare, per un Governo, la scelta di un eventuale copertura del progetto dal segreto di Stato. Una fonte energetica gratuita per tutti impedirebbe quindi lo sfruttamento dell&#8217;energia causando una reazione a catena in tutto il sistema economico globale e, forse, per gli analisti del settore, potrebbe portare ad un utilizzo per finalità belliche da parte di Stati con regimi non democratici.</p>
<p style="text-align: justify;"> <br />
Per approfondimenti rimandiamo all&#8217;articolo integrale su 68Scientifico.org<br />
<a href="http://www.68scientifico.org/2010/05/21/scie-chimiche/">http://www.68scientifico.org/2010/05/21/scie-chimiche/</a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ognisenso.it/2010/05/22/scie-chimiche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scienza e moderna inquisizione (video)</title>
		<link>http://www.ognisenso.it/2010/05/18/scienza-inquisizione/</link>
		<comments>http://www.ognisenso.it/2010/05/18/scienza-inquisizione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 May 2010 17:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie (News)]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Video Informazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ognisenso.it/?p=31</guid>
		<description><![CDATA[innovazione, scienza e futuro contro l&#8217;inquisizione accademica   Viviamo davvero all&#8217;interno di un&#8217;illiusione di libertà? Il potere istituzionalizzato ancora oggi censura gli scienziati liberi e di fatto impedisce il diritto di tutti noi cittadini alla libertà di scelta, cosa possiamo fare? il 13 maggio 2010 a Roma si è svolto un importante evento intitolato &#8220;Scienza e Moderna Inquisizione&#8221;, un evento storico che ha visto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>innovazione, scienza e futuro contro l&#8217;inquisizione accademica<br />
 </em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-151" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; border: 0px;" title="statua di Giordano Bruno a Roma ucciso dall'inquisizione romana per le sue idee" src="http://www.ognisenso.it/wp-content/uploads/2010/05/250x200-giordano-bruno.jpg" alt="statua di Giordano Bruno a Roma ucciso dall'inquisizione romana per le sue idee" width="250" height="200" />Viviamo davvero all&#8217;interno di un&#8217;illiusione di libertà? Il potere istituzionalizzato ancora oggi censura gli scienziati liberi e di fatto impedisce il diritto di tutti noi cittadini alla libertà di scelta, cosa possiamo fare? il 13 maggio 2010 a Roma si è svolto un importante evento intitolato &#8220;Scienza e Moderna Inquisizione&#8221;, un evento storico che ha visto la partecipazione di noti scienziati dell&#8217;ambito della medicina e della psicologia, fondatori di nuove scoperte e nuovi paradigmi teorici, che stanno subendo l&#8217;attacco da parte di lobbies di potere accademico ed ordinistico in quanto le innovazioni da loro apportate possono cambiare radicalmente il volto della nostra conoscenza e, per questo, rappresentano un&#8217;opportunità per tutti noi, ma una minaccia al potere basato su vecchie concezioni. Dopo tanti Galileo oggi assistiamo ancora alla censura dell&#8217;innovazione, della libera ricerca, del libero pensiero da parte di coloro che, all&#8217;interno delle classiche sfere di potere accademico, temono il cambiamento quando questo non è sotto il controllo del potere. Una nuova forma d&#8217;inquisizione, l&#8217;inqusizione accademica! Nella storia ricordiamo i n0mi di grandi geni come Galileo Galilei, Giordano Bruno, Nikola Tesla, solo per citarne alcuni, persone che hanno subito ingiurie, censure, privazione della propria libertà, morte per aver reso disponibili e accessibili a tutti nuove concezioni, verità scomode al potere dei pochi dell&#8217;ordine costituito. La censura non agisce a grandi livelli, contro i grandi nomi già noti, ma anzi agisce dove l&#8217;informazione ancora non ha preso piede verso il grande pubblico. In questo modo la maggior parte di noi non crede di aver subito censure o privazioni visto che non conosce cosa è stato censurato. Al grande pubblico appare, nel momento storico in cui la censura agisce, come un qualcosa di poco interesse, di scarso rilievo. In realtà sapremo sempre troppo tardi che già oggi sono disponibili innovazioni in grado di cambiare in meglio la vita di tutti noi, di trovare soluzioni a questioni inerenti salute, conoscenza, risorse, benessere. Ma noi tutti stiamo vivendo in questo momento, molti di noi hanno necessità delle nuove scoperte. Nei grandi numeri la vita di una persona può sembrare niente ma in realtà la vita di ognuno di noi è importante, ciò che di più prezioso abbiamo per lasciare che la censura impedisca a tutti di essere liberi di decidere con la nostra intelligenza, liberi di pensare, liberi di scegliere. In questo evento storico si parla di scienza, di salute di libertà di scelta. Esporranno il proprio pensiero i relatori Marco Baranello, fondatore teoria emotocognitiva, Tullio Simoncini, autore di &#8220;il cancro è un fungo&#8221;, Michele Trimarchi, fondatore neuropsicofisiologia, Giorgio Vitali, esperto di &#8220;mercato della salute&#8221;.<br />
 </p>
<p><em>Guarda il Video dell&#8217;Evento: <span id="more-31"></span></em></p>
<p style="text-align: center;"> <object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/p/991C6448874AFC78&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/p/991C6448874AFC78&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="TEXT-ALIGN: left">
<p style="text-align: center;">RELATORI (in ordine alfabetico)<br />
 </p>
<p style="text-align: center;"><strong>Marco Baranello<br />
</strong>psicologo e scienziato italiano<br />
fondatore del paradigma emotocognitivo<br />
e della psicologia emotocognitiva<br />
 </p>
<p style="text-align: center;"><strong>Tullio Simoncini<br />
</strong>medico oncologo e scienziato italiano<br />
autore del libro &#8220;il cancro è un fungo&#8221;<br />
fondatore della teoria sull&#8217;origine micotica del cancro<br />
 </p>
<p style="text-align: center;"><strong>Michele Trimarchi<br />
</strong>psicologo e scienziato italiano<br />
fondatore della neuropsicofisiologia<br />
candidato Nobel per la pace nel 1986<br />
 </p>
<p style="text-align: center;"><strong>Giorgio Vitali<br />
</strong>chimico e giornalista<br />
si occupa di &#8220;mercato della salute&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ognisenso.it/2010/05/18/scienza-inquisizione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

